E’ possibile la trasmissione vettoriale, cioè da insetto, della malattia di Chagas in Italia? Le cimici presenti nei nostri climi possono trasmettere come in America? La risposta è NO, il seguente articolo spiega nel dettaglio perché

 

Recentemente è rimbalzata su vari siti di notizie e alcune testate giornalistiche, una nota riguardo alla malattia di Chagas (vogliamo mettere qualche link qui? Fate pure se ritenete). La nota, sostanzialmente identica nei vari siti, è da ritenersi corretta in linea generale se non fosse che non chiarisce in modo esplicito che la trasmissione vettoriale, cioè legata al morso della cimice detta “kissing bug”, si applica SOLO ai Paesi endemici dell’America Latina, soprattutto le zone rurali di questi (non la maggior parte delle grandi città). Dai Paesi endemici vanno esclusi anche i Caraibi e Cuba.

Per effetto dello spostamento delle persone (migrazioni e viaggi internazionali), dei casi di malattia di Chagas sono stati diagnosticati anche in Europa e in Italia in particolare. Si è sempre trattato però di casi acquisiti nei Paesi endemici dell’America Latina oppure per effetto di una trasmissione dalla madre al proprio figlio. NON sono mai stati descritti in Europa e in altre zone non endemiche casi di malattia di Chagas trasmessa dalla cimice detta appunto “kissing bug”.

Tale cimice appartiene alla famiglia Rudiviidae, sottofamiglia Triatominae e vi sono in realtà una quindicina di specie capaci di trasmettere la malattia, TUTTE assenti in Europa.

Ad una prima vista per occhi inesperti si trovano delle cimici molto “somiglianti” a quelle capaci di trasmettere il Chagas, anche in Europa e in Italia, ma si tratta di specie NON CAPACI, cioè non efficaci nel trasmettere. Infatti, il parassita che sta alla base della malattia NON è in grado di compiere il suo ciclo vitale all’interno di queste cimici che vivono in Europa e NON si cibano di sangue umano.

Qualcuno ha riportato di essere stato morso da queste cimici autoctone e teme di aver acquisito la malattia. A costui/ei possiamo tranquillamente dire che non vi è pericolo alcuno in tal senso.

La seguente mappa, pubblicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mostra chiaramente dove sono state ritrovate delle cimici capaci di trasmettere il Chagas. Come si vede anche se ve ne sono ad esempio in India o Asia, MAI è stata dimostrata la trasmissione autoctona di Chagas da vettore fuori dell’America Latina.

Lasciateci dire però che la malattia di Chagas appartiene alle malattie cosiddette “dimenticate” ovvero poco studiate, che ricevono poca attenzione da parte dei sistemi sanitari, delle fondazioni e degli istituti di ricerca poiché colpiscono popolazioni povere che non hanno voce. La nostra Associazione tenta di dare voce a queste persone, presenti anche in Italia. In particolare, stiamo lavorando perché le persone a rischio eseguano un test per vedere se hanno la malattia di Chagas e quindi possano essere curate.

In Italia, la malattia di Chagas non può essere trasmessa con donazione di sangue o trapianto d’organo grazie a delle normative/protocolli che vigenti già da qualche anno. Purtroppo, ancora oggi la malattia può essere trasmessa anche in Italia NON dal vettore, che non c’è, ma da madre a bambino. Per questo è di fondamentale importanza che tutte le donne di origine Latino Americana, o figlie di madre Latino Americana (esclusa Cuba, Santo Domingo e i Caraibi) in età fertile o anche in stato di gravidanza si sottopongano al test sierologico.

La malattia di Chagas si può curare, la sua trasmissione si può controllare o impedire, ma è necessario farla uscire dal silenzio!

 

 

La mappa è presa dal sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e qui il link completo.